Austerity: l’Italia non ha tagliato proprio nulla

http://italians.corriere.it/2014/09/03/27736/

Caro Beppe, in “Austerity: la Merkel è falco o talpa?” ( http://bit.ly/1nROJLH ) si dice che le soluzioni proposte da Merkel e dai “falchi” del nord Europa si sono dimostrate fallimentari. I numeri dicono il contrario: i Paesi che dopo la crisi finanziaria del 2011 hanno tagliato la spesa pubblica, sia dentro l’Euro sia fuori, Spagna, Irlanda, Grecia e Polonia o Regno Unito, sono cresciuti. La cura funziona. L’Italia, al contrario, tra il 2011 e il 2013 non ha tagliato proprio nulla. Ha ulteriormente accresciuto la spesa pubblica come ha sempre fatto in un periodo di 10 anni in cui il PIL è tornato al punto di partenza e la spesa è cresciuta del 10%. E cosa succede in una famiglia in cui si guadagna sempre 100 ma si spende il 10% in più? Si fanno debiti, altri debiti. Lo Stato ha fatto di peggio: anche la pressione fiscale è stata usata per coprire l’aumento di spesa. Un suicidio: massimo storico di pressione fiscale nel momento della peggiore recessione dal 1929! Non è la spesa pubblica a creare PIL, semmai il contrario, cioè il taglio della spesa, quando si arriva con gli interessi al 50% del PIL siamo ormai oltre la soglia di spesa recessiva. Tutto questo ha impedito di arrestare l’aumento del debito pubblico. Traduco tutto quanto sopra? Monti e Letta hanno fatto l’opposto di quanto dicono i cosiddetti falchi, altro che liberismo selvaggio. Quel che vorremmo modestamente io e i tre gatti liberali in Italia e più notoriamente il professor Giavazzi, è vedere se effettivamente tornando al rapporto spesa pubblica/PIL del 2002 l’economia torna a crescere, anche perché in quel caso la BCE comprerebbe i titoli del debito italiano facendo le politiche monetarie espansive della FED, della Bank of England e della Banca del Giappone. Il debito pubblico è una pesante eredità tossica per le generazioni future, e si trasforma inevitabilmente in maggiori tasse permanenti. Chi lo combatte non è un falco: ma un angelo dei nostri figli.

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