Questo esercito di diplomati o laureati in comunicazione-something

http://italians.corriere.it/2015/05/23/questo-esercito-di-diplomati-o-laureati-in-comunicazione-something/

Negli anni ’80 i futuri adulti volevano fare il grafico pubblicitario; poi fu la volta, negli anni ‘90 dell’informatica, e i pargoli, in famiglia, quando si chiedeva loro “cosa vuoi studiare?”, con lo stesso tono di voce con cui le italmamme chiedono: “cosa vuoi di cena, amore?” al loro bimbo (fosse pure già dotato di barba e principio di alopécia), rispondevano: “il computer”. Col nuovo millennio, dopo folle di grafici e programmatori disoccupati, è stata la volta dei “mediatori culturali” o degli “psicopedagoghi” o di senza lavoro diplomati o laureati in “comunicazione something” . Ora, all’orizzonte si addensano nuove nubi nerissime: quelle del marketing digitale, e ci sono già più master, corsi, specializzazioni, convegni e forum, testi e workshop, guru e start-up dei funghi porcini incolti in Norvegia dall’epoca di Chernobyl in qua. La faccio breve: c’è gente che paga migliaia di euro per imparare che “se tu fai un blog dove far accedere i potenziali acquirenti attirati dalla densità dei tuoi interventi postati su community tematiche, dando ad essi contenuti di valore ti crei una mailing list e potrai vendere il prodotto e servizio essendoti creato un bacino d’utenza”. Secondo i “maître à penser” il futuro è fatto di gente che si iscrive e lascia i propri dati su migliaia, milioni di blog in internet per poter scaricare i contenuti a “valore aggiunto” e “dire la propria” sui vari temi ai vari blogger sconosciuti, non bastando le decine, centinaia di password e ID che le famiglie devono conservare per pagare imposte, usare il conto bancario, fare la dichiarazione dei redditi, attivare la sosta, interagire con l’INPS, gestire la posta personale e aziendale, fare l’assicurazione auto, comprare biglietti di viaggio… Siete avvertiti: persino le famiglie italiane hanno capito che per spendere meno bisogna consumare meno e non “andare al centro commerciale per spendere di più così spendiamo meno”. Il resto verrà di conseguenza.

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