Guerriglia Marketing: quando le notizie suggeriscono l’innovazione che dovrebbe precederle…

http://www.cedec-pmi.it/it/blog/il-doping-tecnologico-nel-ciclismo-un-caso-involontario-di-guerriglia-marketing

Se si cerca la definizione in internet di “guerriglia marketing”  si troverà che con questo termine si intende una forma di promozione non convenzionale e a basso costo ottenuta attraverso l’utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali.

Un esempio di guerriglia marketing potrebbe essere quello del doping tecnologico nel ciclismo.

E’ noto che da qualche anno circolano voci della presenza nelle competizioni tra i professionisti di biciclette all’interno delle quali sarebbero stati nascosti piccoli motori che avrebbero aiutato in modo scorretto anche noti campioni a vincere le classiche del nord o certe tappe nei grandi giri.

Poco tempo fa in una competizione di ciclocross, disciplina invernale, una atleta belga è stata squalificata poiché nel tubo piantone della sua bicicletta è stato trovato davvero questo minuscolo meccanismo molto tecnologico che genera una spinta alla ruota.

Da giorni sul network in rete circolano anche diversi video che mostrano casi di cadute di professionisti le cui biciclette a terra mostrano una ruota che gira da sola, facendo appunto leva molto sull’immaginario del pubblico sempre pronto a cercare l’imbroglio.

Chi c’è dietro a questo fenomeno mediatico? E’ voluto o involontario? Non sappiamo ancora, forse solo il tempo ci dirà se il mercato delle due ruote tradizionale, grazie a questo “aiutino” troverà un nuovo boom come è avvenuto negli ultimi anni per Paesi storicamente estranei alla tradizione ciclistica, segnatamente la Gran Bretagna o gli Stati Uniti.

Certo, i produttori di queste biciclette particolari (occorre aprire il telaio per inserire il motorino), molto più care delle già costose biciclette che gli appassionati dello sport comprano per imitare i loro idoli alimentando il mercato, stanno beneficiando di una pubblicità a costo zero. E grazie a questa tecnologia potrebbero poi costruire modelli anche da passeggio che in città sarebbero competitivi con le velocità medie dei mezzi pubblici, visto anche lo sviluppo delle piste ciclabili.

Alle piccole e medie aziende che non hanno possibilità di investimenti enormi in comunicazione, marketing e promozione si apre dunque con la rete una grande opportunità a condizione di saper essere creativi e originali, di comunicare una unicità e una capacità di innovazione spesso rompendo gli schemi e le regole non scritte, a condizione di sapersi mettere in gioco e confrontarsi con visioni diverse ed esterne all’azienda.

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