I Brixeters e la rosa della speranza

http://italians.corriere.it/2016/07/08/i-brexiters-e-la-rosa-della-speranza/

Da consulente ho molti clienti che in Europa hanno trovato la salvezza della loro azienda, con alcuni avevamo studiato un mercato inglese che ora non c’è più, e bisogna ricominciare da capo. E’ inutile prendersela con i “Brexiters”, far capire il danno alle prossime generazioni, la semplicioneria economica, le bugie su grandi risorse per la sanità inglese: quando ero a scuola c’erano compagni che insultavano i disabili con parole cattive. Mai pensato di redimerli o di ragionarci. Come dice Manzoni – cioè come Manzoni fa dire a Padre Cristoforo – “Povero Renzo, se chi commette un’ingiustizia fosse sempre obbligato a dire le sue ragioni le cose non andrebbero come vanno”. Ecco perché ho un’opinione diversa: se la Brexit ha vinto è perché la classe politica inglese ed europea non è stata capace di dire le sue ragioni, e siamo noi che crediamo nella “strada più difficile”, nella coesione, nel sacrificio faticoso vs l’espediente o la scorciatoia facili, nel lavoro di anni, nella società dei diritti e delle garanzie, che abbiamo sempre e comunque da dimostrare. Il mio amico Rhodri Williams, avvocato esperto di diritto comunitario, gallese di Cardiff, dopo aver studiato per anni in Italia – la figlia sta studiando italiano in Italia poi sarà a Parigi all’università – ha lavorato a Bruxelles, e ora mi chiede sconsolato se può avere un passaporto italiano. Ieri scherzando dicevamo “che peccato, avrebbe potuto essere una finale Italia-Galles, neanche il calcio ci può consolare”. Io mi consolo con questa rosa che ho coltivato sul terrazzo a Milano: nessuno ci crede che con l’aria di Milano sia possibile. Se sapessero che oltretutto non l’ho comprata in un vivaio ma in un discount in provincia di Cremona dove l’ho vista agonizzante… in un cellophan, nel truciolato… senza vaso… chissà forse capirebbero che l’Europa è un sogno, una speranza, e come dice uno scrittore, R.C. Miradoli di cui ti ho spedito un romanzo, “finché c’è speranza c’è vita e non il contrario!”.

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