Se Grillo vuole ancora più spesa pubblica

http://italians.corriere.it/2014/02/26/se-grillo-vuole-ancor-piu-spesa-pubblica/

Forse Beppe Grillo non ha del tutto torto a criticare la classe giornalistica italiana. Io non sono un giornalista anche se sarebbe stato il mio sogno. Ma se lo fossi, direi che l’incontro con Renzi ci ha consegnato una notizia, anzi la conferma di una notizia visto che alcune avvisaglie c’erano già state in occasione dei recenti scioperi del personale delle municipalizzate a Genova e a Firenze, e soprattutto a Roma. Grillo si definisce un conservatore: ed è questa la notizia, non il fumo di qualche battuta riuscita o meno, o lo spettacolo opportuno o inopportuno che ognuno giudicherà secondo le proprie inclinazioni politiche.

Conservatore e contrario a qualunque privatizzazione o dismissione di municipalizzate locali, di aziende di Stato e dei relativi servizi. Se quindi a Roma, per esempio, la locale municipalizzata dei trasporti crolla sotto i debiti (e il Comune è in stato di bancarotta tanto che deve intervenire lo Stato, cioè noi con le tasse) a causa della malagestione, della lottizzazione, del nepotismo, della corruzione sfociata addirittura nell’emissione di doppi biglietti del tram (con incasso da parte dei partiti) comunque essa di principio deve restare pubblica per il movimento cinque stelle. A Milano ATM ha migliorato e di molto l’efficienza affidando con gare pubbliche molto selettive linee extraurbane ad operatori privati che sono già nel settore con i viaggi turistici, che hanno personale specializzato e flessibile, che incrociano meglio i singoli settori e area geografica.  Ma i pentastellati invece vanno in direzione contraria: più Stato, più spesa, più politica nell’economia, e anche nella finanza, visto che propongono la ri-statalizzazione anche delle Banche. Quindi più tasse, più spesa, più debito, ancora di più del livello già asfissiante attuale.

Le opinioni politiche sono opinioni politiche: e i grillini propongono anche il reddito di cittadinanza dato a diversi milioni di cittadini, minimo 5 (i disoccupati e quelli che hanno rinunciato a cercarlo il lavoro), ma secondo alcuni calcoli anche otto, in luogo di un sussidio per 8 mesi dato solo a due milioni di disoccupati per otto mesi successivi alla perdita del posto. Quanto costa? Da 50 miliardi annui a 100 inclusi quelli che sono sotto la soglia e che già percepiscono la minima sotto i 1000 euro.

Anche abolendo gli F16 e i miseri investimenti in infrastrutture ferroviarie tanto invise ai grilli l’unico effetto, ancora una volta è più debito, più tasse, più spesa pubblica, più statalizzazione dell’economia.

Discutendo con un grillino di questi dati, egli mi risponde che “comunque saranno obbligati ad accettare lavori”. Da chi? Dai centri per l’impiego attuali gestiti dalle Province magari rimpolpati per gestire un numero quadruplo di sussidiati? Mi sa che i grillini non ci sono mai stati in questi centri. Ormai il lavoro lo fanno le agenzie private, questi centri sono l’ennesimo spreco pubblico che se non riesce ad occupare i due milioni attuali figuriamoci gli otto milioni del reddito di cittadinanza.

Ad ogni modo la notizia c’è ma nessun giornale la sottolinea: non basta un fisco che tu giustamente hai definito “molestatore”, la spesa pubblica oltre il 50% del PIL (dieci anni fa eravamo al 40%), lo Stato e gli enti locali spreconi arraffoni invadenti. I grillini ne vogliono ancora di più.

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