Viva i libri “impegnativi”

http://italians.corriere.it/2015/04/26/viva-i-libri-impegnativi/

Caro Beppe, non sono convinto fino in fondo dal tuo pezzo “Perché tanti italiani non leggono libri?” ( http://bit.ly/1dcZLwu ) uscito in occasione della giornata mondiale del libro. Sottoscrivo il 99%, ma chi non legge libri perché legge altro non è un lettore, e abbassare il livello o cercare di scimmiottare il ritmo e l’interattività di un computer connesso a internet, far parlare il libro come un attore romano di una serie televisiva, per avvicinarsi alla realtà, non convincerà la gente a leggere sulla carta, semmai farà perdere altri lettori, cosa puntualmente avvenuta negli ultimi cinque anni, poiché questo hanno fatto gli editori. Quanto poi ai libri “impegnativi” che spaventerebbero i lettori, gli editori devono capire che la gente non può buttare via 17 euro per 200 paginette scarse scritte larghe e usa e getta. Al contrario a mio modo di vedere – e posso sicuramente sbagliare – più è impegnativa, ambiziosa, corposa l’opera (ma scritta bene, scorrevole, immediata nella lettura) e più l’acquirente del libro avrà impressione di aver speso bene i soldi e penserà a quel libro come a un film che ci soffermiamo a guardare ogni volta che passa sullo schermo, anche se l’abbiamo già visto decine di volte. Se c’è chi preferisce le avventure all’amore per sempre, insomma, non è che rendo più affascinante l’amore trasformandolo in una scappatella, poiché quella c’è già. E l’amore per il libro è da sempre e per sempre e incondizionato. Non è per tutti? E’ per pochi fortunati? Vive la différence!

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