L’Unione Europea e i “four key points”: Cameron ha ragione

http://italians.corriere.it/2015/12/01/lunione-europea-e-i-four-key-points-cameron-ha-ragione/

L’Unione Europea e i “four key points”: Cameron ha ragione

Caro Beppe, nel farti ancora per “l’Erba dei Vicini” i complimenti per questo (disperato?) tentativo (nel suo piccolo riuscito!) di rendere la TV un contenitore un po’ meno banale, superficiale e riottoso, devo dire che non mi è piaciuto il tuo leggere frettoloso i 4 punti richiesti da Cameron come condizioni per il rinnovo del trattato di adesione del Regno Unito all’Unione Europea, i “four key points” (“The four key points from David Cameron’s EU letter” – http://www.bbc.com/news/uk-politics-34779250 ). Proteggere i paesi che non aderiscono all’Euro significa incentivare l’integrazione e rispettare i trattati che non obbligano all’adesione alla moneta unica e devono al contempo lasciare libera la City di essere una piazza finanziaria mondiale, così come per noi la Fiat, Ferrero o Prada sono ora competitor mondiali. E’ anche doveroso prevedere un welfare che diventi attivo per i neo residenti solo dopo 4 anni di contributi, altrimenti rischiamo di far saltare per aria intere aree del Continente per il rischio di ondate di spostamenti interni basati solo su condizioni asimmetriche dello stato sociale.

Sulla eccessiva regolazione che vincola la crescita secondo gli standard liberali inglese, non solo la porta è aperta, ma siamo in ritardo, come sul welfare, noi continentali, e non serve aggiungere altro! In sintesi abbiamo bisogno di integrarci con il tempo e non per decreto, di lasciare i singoli Stati autonomi in una confederazione che deve avere una pluralità di economie interdipendenti, e non una visione centralizzata che rischia di danneggiare questo o quel Paese, dipendente da questo o quel settore industriale o di servizi, o avente un modello di alto o basso grado di livelli sociali e di tassazione. Se vogliamo ancora l’Unione Europea del futuro, nonostante i vari populismi anti europei che in Francia, in Italia e recentemente in Polonia rischiano di distruggere in pochi mesi ciò che abbiamo in 58 anni costruito dal trattato di Roma del 1957 in qua, dobbiamo accettare di avere più Unione Europea e meno Unione eurocratica.

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