Il successo dipende da quanto la motivazione personale è legata agli obiettivi aziendali.

E' ora libro

Lo story telling è uno degli strumenti più efficaci per rispondere alla domanda più importante e più ostica nella definizione della strategia aziendale: chi siamo?

Siamo la Ferrari del nostro settore? Oppure siamo la Smart? E se fossimo la Tesla? Difficile per una PMI dire che siamo, nel nostro settore, come un gruppo mondiale dell’auto da 120 – 150 o 200 miliardi, dove pure i piccoli marchi vengono assorbiti.

Nel settore alimentare, per fare un altro esempio, di fronte a gruppi leader, come Ferrero, Barilla, Nestlé, Granarolo, Grandi Salumifici Italiani, Parmalat, Galbani, Rovagnati e via dicendo (fatturando l’azienda numero 500 più di 67 milioni!), la nostra azienda alimentare da qualche decina di dipendenti e 5, 10  o 20 milioni di Euro di fatturato, per distinguersi e farsi conoscere quale identità può avere, quale riconoscibilità, quale unicità?

A questa domanda deve poter rispondere anche il nostro cliente obiettivo: chi e cosa c’è dietro a un prodotto pur di ottima qualità (chi vorrebbe bere un caffè di pessima qualità?) e di un servizio efficiente (e ci mancherebbe altro che non lo fosse!)? E se la risposta è affascinante, coinvolgente, interessante il cliente può diventare parte di tutto questo?

Il termine stesso “Story Telling” ci dice che innanzitutto noi siamo la nostra storia.

La storia di questo libro, è la storia di una identità e una riconoscibilità, un insieme di valori, il non piegarsi di fronte alle ingiustizie, alle scorrettezze e gli accordi sotto banco, di fronte alle prepotenze, le minacce, la storia dell’essere trasparenti e diretti con il cliente: e tutto questo è più importante di un marchio ben riuscito, di un nome o un brand riconoscibili e ricordabili di un ottimo studio di un’immagine coordinata, perché prima o poi  – e in un mondo digitale e social questo poi è sempre più ravvicinato nel tempo! – emerge quello che sei e il contrasto con un’immagine gonfiata è ancora più stridente.

Storia fatta anche di insuccessi, errori, timidezze e paure, ripensamenti, di inadeguatezza di alcuni strumenti di gestione, di impreparazione rispetto alle dimensioni crescenti e alla complessità crescente della realtà certo, cose che insegnano molto a chi vuole imparare con umiltà dagli stessi come in questo caso, ma soprattutto storia fatta di ostinazione, di forza di volontà e di autodisciplina, di visione, di immaginazione di nuove regole di ingaggio impensate, di concorrenza vera, di nuovi bisogni del cliente e cioè di tutto quanto il vero imprenditore si deve occupare.

“E’ ora”,  lo story telling della azienda della famiglia Vallorani, Eurocedibe, nel settore del Vending, è quindi innanzitutto la storia di una famiglia, di un territorio e di un’azienda e di un modo visionario e unico di vedere il mercato, l’azienda stessa, i collaboratori, gli esseri umani in generale. In un mondo in cui fior di laureati in filosofia vengono assunti da multinazionali come filosofi d’azienda, Gianpietro Vallorani in questo libro intervista racconta in modo quasi inconsapevole di aver centrato più volte l’animo umano, dei clienti, in particolare, quando invece di proporre un prodotto a costo minore, chiede solo di essere valutato su un caffè a costo maggiore e suggerisce al cliente di lasciar scegliere i loro dipendenti liberamente per capire qual è il servizio che ha più valore.

Il valore è proprio il fulcro, il cuore oltre che di ogni essere umano anche del giudizio su ogni prodotto/servizio sul mercato, e non è un valore misurabile, spesso, molto più frequentemente, è un valore che si percepisce, che il nostro cliente percepisce identificandosi con la nostra azienda: ed ecco i racconti dell’imprenditore dei rapporti con i propri collaboratori, con i dipendenti, gli addetti, selezionati, formati e votati alle relazioni con le aziende clienti, i ragazzi, i nostri uomini che sviluppano relazioni, che vivono là con loro, con i dipendenti del cliente, l’evento di questo angolo della pausa caffè, di questa isola di felicità e di socialità nell’azienda.

Come studioso di aziende, come consulente di imprenditori e ricercatore dico sempre che per quanto la mia professionalità richieda continuo aggiornamento, studio e venga apprezzata, quella del mio cliente non ha prezzo, ed è questo scambio reciproco di esperienze e professionalità che alimenta la crescita umana, manageriale e strategica dell’imprenditore e della sua azienda, che mi viene riconoscita anche dopo anni.

Di questo caso aziendale, di questo libro “avventuroso” (quasi un romanzo!) che parla di un sogno, di un progetto, di una visione chiara del mercato, ho apprezzato in modo particolare, tra i molti spunti di riflessione, un passaggio soprattutto sulla formazione: “Quello che ognuno di noi apprende e fa, è legato esclusivamente alla condivisione dello scopo aziendale con l’obiettivo personale.”

Eccoci di nuovo, in un perfetto ragionamento circolare, al punto di partenza: l’apprendimento e il coinvolgimento dei collaboratori (e perché no? Dei clienti e di tutti gli stakeholder) dipendono da quanto la motivazione personale, gli obiettivi, il modo di vedere le cose e la vita, sono legati agli obiettivi aziendali.

Il libro non ha un finale, una conclusione, ma un nuovo inizio: e questa nuova storia, già iniziata, è il progetto di costruire un gruppo di aziende che sposino filosofia, valori, idea del mercato comuni e competenze evolute per offrire valore ai clienti.

Chissà: fra qualche mese o anno, leggeremo di questa nuova avventura!

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