LA TESORERIA UN FATTORE CRITICO DI SUCCESSO ANCHE PER LE PMI

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Cos’è la tesoreria? A partire da quale dimensione è opportuno che una azienda gestisca in modo manageriale la propria liquidità? Anche in assenza di tensioni finanziarie, le PMI devono dedicare tempo e risorse alla gestione della tesoreria? Qual è il numero ottimale di banche che una azienda deve avere? Come risolvere il presunto trade-off poche banche/ bassi costi / poco credito da un lato e, molte banche / alti costi / molto credito dall’altro? Le PMI sanno veramente su quali parametri vengono valutate nelle decisioni delle banche di concedere o meno determinati fidi a determinati tassi? Le Banche sono tutte uguali? I conti personali dei soci della PMI influenzano la disponibilità delle banche a deliberare fidi per l’azienda? Quali sono gli errori più comuni da evitare nella gestione della tesoreria e nei rapporti con le Banche?

In questi ultimi anni le imprese lottano con tempi di pagamento effettivi dei clienti sempre più lunghi, le sofferenze crescono e i margini operativi in discesa comportano ulteriori necessità di reperimento di risorse finanziarie. Le banche tendono a non concedere facilmente nuova finanza, o a rinnovare i finanziamenti in scadenza. Per tamponare il problema l’azienda ricorre al fido commerciale, avvitandosi così però in una spirale dei fidi a revoca che la mettono in difficoltà di fronte a imprevisti e sottoposta a spread e tassi finiti molto alti, paradossalmente più alti in un momento di tassi Euribor invece al minimo.

Indipendentemente dalla crisi in atto, e dalla gestione di emergenza della liquidità, la pianificazione delle risorse finanziarie è un fattore critico di successo anche e soprattutto per l’azienda competitiva che voglia mantenere la propria redditività e la liquidità nel tempo, fattori necessari al funzionamento corretto e virtuoso del ciclo acquisti-produzione-vendita.
Disporre di risorse finanziarie significa anche mantenere e implementare il valore dell’azienda nel tempo, grazie alla possibilità di effettuare investimenti sull’innovazione del prodotto e del processo di produzione anticipando le nuove tecnologie.

Perciò, non è più sufficiente che l’azienda abbia buona liquidità disponibile e assenza di momenti di tensione finanziaria. Essa deve creare una riserva costante necessaria alle azioni di investimento non pianificate, per cogliere nuove occasioni di business, ma anche di risposta agli attacchi dei concorrenti sui prezzi e per altre operazioni strategiche di crescita interna ed esterna di diversificazione e di riorganizzazione.
Inoltre la tesoreria ideale è quella che mette la ciclica liquidità disponibile al servizio del business aziendale al fine di ottenere maggiori margini sugli acquisti e perciò sul primo margine di contribuzione. In un mercato sempre più alla ricerca cronica di liquidità, e in momenti particolarmente critici per i fornitori che devono chiudere i budget commerciali per fine anno, è possibile investire la disponibilità di risorse finanziarie a breve per ottenere contratti di approvvigionamento a costi più competitivi e a condizioni migliori.

La pianificazione della finanza aziendale, infine deve tenere conto dell’evoluzione dello scenario nel mercato della banche. La figura del Direttore o del gestore del centro imprese viene spogliata delle responsabilità di decisore e ridotta a mero front office che riferisce, senza prendervi parte, gli esiti di un processo di delibera. I nuovi referenti delle PMI all’interno della banche spesso riportano in modo non corretto, non completo o impreciso informazioni sulle variabili che determinano il fido accordato. Il decisore aziendale deve invece conoscere non solo il voto finale del merito di credito o rating aziendale, ma anche se esso è basato sul patrimonio, sull’indebitamento, sull’autofinanziamento e in generale sul comportamento dell’azienda nella quotidiana gestione della finanza e dei conti correnti aziendali Tali grandezze dovranno essere alla base dei “ratios” di cui il business plan aziendale dovrà tenere conto per poter rinnovare la capacità nel tempo della PMI di raccogliere risorse sul mercato del credito.

 

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