Ha vinto lui, il merlo-profugo

http://italians.corriere.it/2018/01/26/foto-24/

Merlo2

Caro Beppe, cari Italians, per cause di forza maggiore ospito un merlo migrante: infatti una scuola poco lontana e ormai in disuso è stata ristrutturata da un noto ente di volontariato per farci la sua sede, e come spesso avviene per far posto al “concept” del nuovo giardino, gli architetti umanitari hanno disboscato piante di sambuco e noccioli secolari e hanno tolto i cespugli dove i merli si annidano, togliendo loro nel rigido inverno l’unica fonte di sostentamento, i lombrichi, lasciando perlopiù macchine parcheggiate. Lo si può vedere, il nero volatile, qui nella foto mentre degusta il pane che gli lascio sul terrazzo di noi bianchi lombardi, con il tacito accordo e auspicio (mio) che eviti di mettermi sottosopra i vasi degli oleandri, delle fotinie e dei mandarini buttando terra ovunque per cercare i suddetti vermicelli. Essendo profugo non per sua scelta, non me la sono sentita di mettere le reti ai vasi e ogni tanto in premio gli do anche dei pinoli, rinunciando parzialmente all’ingrediente destinato alla pasta al pesto e al coniglio alla ligure. Egli, dotato di intelligenza pura, quella che conta, si befferebbe di ogni mio espediente e tentativo di dimostrarmi più forte di lui con metodi repressivi, con dispetti che i miei vicini di casa, illusi, hanno già ampiamente sperimentato. Alcuni colleghi merli, anch’essi profughi, ma con bagaglio culturale ridotto come la loro disponibilità alla convivenza, hanno fatto di tutto perché l’accordo saltasse cercando di rubargli il pane, facendo in sua vece danni e lasciando certi ricordini spiacevoli, in modo che io poi parlassi male di tutti i merli, che essendo neri, a prima vista si assomigliano tutti. Ma non mi farò scoraggiare certo da queste provocazioni: ha vinto lui e cambierò le mie abitudini nella misura in cui il pane secco sarà destinato al suo pasto quotidiano invece che alla mia cotoletta alla milanese, e questo finché egli vorrà liberamente. Non mi pare un grande sforzo da parte mia.

 

 

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