Un po’ di sana gogna su Facebook per chi deturpa il patrimonio artistico, cioè il 18% del PIL italiano.

http://italians.corriere.it/2018/10/06/venezia/

SABATO 6 OTTOBRE 2018

risponde Beppe Severgnini

Caro Beppe, questa mattina alla radio ascoltavo il Direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia confermare che i due studenti che hanno imbrattato le sculture dei leoni di Venezia verranno espulsi. Chissà se poi verranno sottoposti a processo penale, visto il gesto vandalico e il danno al patrimonio artistico pubblico. L’educazione preventiva al rispetto civico è più importante, ma la pena esemplare e rieducativa sotto forma di servizi sociali obbligatori (oltre al risarcimento del danno) è il giusto mix deterrente. Proprio oggi leggevo che il turismo in crescita del 1.8% rappresenta il 18% del PIL (che ci serve disperatamente in crescita per abbattere il debito), e molto di questo turismo è soprattutto culturale. Di istinto, e data la rabbia che la notizia mi ha messo addosso, mi piacerebbe paracadutare i due giovini proprio al centro del territorio controllato dall’ISIS, quelli che distruggono il patrimonio artistico mondiale, per intenderci, cui i due giovani studenti di belle arti (?!?) paiono essersi ispirati con il loro vandalismo e che ci pensino quelli dell’ISIS a finire il lavoro rieducativo. Ma poi cosa distinguerebbe noi, democrazia liberale dello Stato di Diritto da un califfato? Chissà che magari il giudice non decida di farli diventare modello pubblico negativo, diffondendo i loro volti e i loro nomi su youtube mentre ripuliscono monumenti dal guano dei piccioni. Un po’ di “sana” gogna in questo tempo di “social” non guasterebbe.

Gianluigi Melesi 

Esagerato Melesi! Nella mani dell’ISIS, addirittura. Basta che puliscano quello che hanno sporcato e, già che ci sono, un’altra decina di monumenti imbrattati da vandaletti e pirlotti. Non si tratta di gogna: si tratta di rieducazione che, come sappiamo, è il fine ultimo di ogni pena.

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