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About Gianluigi Melesi

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Il Direct Marketing verso le aziende clienti: non basta un elenco o un bel sito.

http://www.cedec.it/notizie/il-direct-marketing-verso-le-aziende-clienti-non-basta-un-elenco-o-un-bel-sito

Sul mercato dei servizi per aziende, si sviluppano sempre più gli strumenti per la ricerca di clientela, per la selezione delle aziende obiettivo, per il monitoraggio delle azioni di promozione, di invio mailing e di gestione del “ritorno” o del riscontro delle azioni del direct marketing.

I CRM, o Customer Relationship Management, cioè strumenti informatici di gestione della relazione con il cliente attuale e potenziale, sono sempre più incorporati nei programmi gestionali della aziende e consentono anche di gestire l’azione commerciale su elenchi di clienti potenziali, estratti da liste in vendita provenienti dalle varie fonti o elenchi di clienti aziende per i quali in passato si sono prodotti solo preventivi o quotazioni senza vendite effettive

Per mercati particolarmente complessi, esistono strumenti come il “data mining” in crescita verticale e gestiscono la massa enorme dei dati. Questi programmi sono stati sviluppati e adattati al telemarketing per consentire raffinazioni, selezioni, azioni mirate, ma anche e soprattutto analisi statistiche che guidano il responsabile del marketing e quello commerciale nel comprendere quali sono i dati di mercato rilevanti per le azioni di spinta commerciale.

Poiché il web è per eccellenza in questo momento il market place più efficace e diretto per l’azione commerciale, anche società che si occupano di siti web, di grafica pubblicitaria, società di sviluppo e design di siti web, implementazione di strumenti di commercio elettronico e vendite on-line si sono messi a vendere una certa attività di promozione soprattutto verso obiettivi quali l’internazionalizzazione. Si tratta di azioni di web marketing che per molti dei loro clienti equivalgono quasi al 100% delle azioni di marketing rivolte verso il mercato potenziale.

Queste software house o studi grafici pubblicitari e di comunicazione lavorano moltissimo con clienti che si rivolgono al pubblico. La tipicità dell’impresa italiana non è però quella del BtoC, le vendite verso il consumatore, il privato. Ciò che fa del tessuto produttivo del nostro Paese la seconda potenza industriale dell’Europa, secondo solo alla Germania, ma primo in termine di numero di PMI, è in larghissima parte la presenza in Italia di realtà industriali e di prodotti e servizi dedicate ad attività rivolte verso altre imprese.

L’errore è dunque spingere per ossessionanti indicizzazioni nei motori di ricerca o versioni grafiche di siti per dispositivi mobile forti di dati su un aumento nel 2014 dal 20 al 40% dei navigatori che utilizzano un cellulare per navigare in rete. Le statistiche tengono conto però anche del consumatore finale il quale ha un’ottica completamente diversa e spesso opposta a quella del buyer (responsabile acquisti) cui le aziende BtoB si rivolgono per vendere i propri prodotti, il quale sul sito internet vuole trovare chiarezza e immediatezza di informazioni.

Gli attori del mercato, che siano società di web marketing, che siano enti di promozione camerale o fieristico, che siano venditori di indirizzi, elenchi, di servizi di temporary managerment, o promotori commerciali tendono a vendere contatti, opportunità di incontro, informazioni destinate a sviluppare la loro attività a prescindere dall’analisi di quella del cliente.

L’esperto del prodotto e servizio della realtà specifica dell’azienda è, e resta, l’imprenditore.

Il Consulente affianca l’imprenditore e il suo responsabile commerciale nella individuazione e scelta coerente di tutti gli strumenti di analisi, controllo, presidio e sviluppo del mercato. Il Direct Marketing è tale, cioè diretto, non in base alla quantità, ma alla qualità dei clienti potenziali selezionati, segmentati e analizzati e delle azioni sul mercato, dalla comunicazione, alla promozione, alla definizione del prodotto/servizio fino al posizionamento del prodotto.
L’analisi del perimetro, della concorrenza, del mercato competitivo, dei punti di forza e debolezza della azienda cliente, delle opportunità e minacce di mercato completano la consulenza di Cedec e sono alla base della pianificazione delle attività di azione sul mercato

Investimenti e tagli per la crescita

http://www.corriere.it/lettere-al-corriere/14_dicembre_09/Investimenti-e-tagli-_e7b42b36-7f6a-11e4-92ce-497eb7f0f7a3.shtml

Dopo il taglio del rating da parte di S&P, appare ancora più chiaro come ai mercati non basti tagliare qua e là le tasse. Occorre invece usare ogni risorsa per gli investimenti tagliando in modo deciso la spesa pubblica. Ma questo sarà mai chiaro a Renzi e a Padoan?

UE: banche solide, ma non a discapito dei fidi alle imprese.

http://www.corriere.it/lettere-al-corriere/14_novembre_05/Banche-e-consenso_d7a71160-64b5-11e4-8b92-e761213fe6b8.shtml

L’Europa chiede alle banche di rispettare parametri di capitalizzazione sempre più stringenti e gli istituti di credito rispondono tagliando ulteriori fidi alle imprese. Le banche solide vanno a beneficio dei cittadini europei, ma se non si sostengono le aziende, queste falliscono provocando recessione e disoccupazione. Bruxelles poi non si lamenti se cala il consenso nei confronti delle istituzioni comunitarie!

Tripadvisor e la sindrome da “assemblea di condominio permanente”

Tripadvisor e la sindrome da “assemblea di condominio permanente”

Girando molto per lavoro, in Italia e all’estero, mi capita di spesso dover cercare un hotel o un ristorante, e mi ritrovo perfettamente calato nel campanilismo italiota che Trip Advisor immancabilmente ha provveduto a certificare. Ci sono recensioni su alberghi che passano da essere ben accoglienti, puliti con personale simpatico e cortese, a essere definiti bettole maleodoranti gestite da approfittatori cinici che sono così masochisti da maltrattare la fonte dei propri guadagni. In molti di questi ci sono anche stato e ho tratto un mio giudizio basato sul rapporto qualità prezzo (dipende da quel che si vuole spendere e non si può pretendere in una grande città lo stesso livello della provincia) a volte critico, a volte benevolo, raramente però così drastico. Come spiegarlo? Si tratta del fenomeno tutto italiano de “l’assemblea di condominio permanente”. Polemica ed estremismo di giudizi a prescindere sugli alberghi. I quali nel contempo soffrono oltre che della crisi anche di una concorrenza sleale dei Bed & Breakfast che ormai spudoratamente mezza Italia sa non pagare le tasse. Ma questo aspetto, ovviamente, non lo troveremo mai su Trip Advisor. Ce lo ritroviamo direttamente tutti noi altri che paghiamo come peso fiscale in busta paga o nel modello Unico.

Milano, Stazione Centrale: i borseggi su Tripadvisor

Milano, Stazione Centrale: i borseggi su Tripadvisor

Ormai è su tutti i giornali anche stranieri. La zona della Stazione Centrale a Milano è la vergogna d’Italia, ci sono bande che stazionano permanentemente per borseggiare e aggredire i turisti stranieri. Adesso persino su Tripadvisor dobbiamo subire la pubblicità negativa che danneggia il nostro sistema turismo. http://www.tripadvisor.com/ShowTopic-g187849-i143-k7845248-Robbed_at_Milan_Central_railway_station-Milan_Lombardy.html – Ci sarà mai qualcuno che si occuperà di questa cosa, o dobbiamo rassegnarci a una indifferenza di tutte le istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali?

PMI: contabilità interna o esterna? Occuparsi del Core Business NON significa poter trascurare i dati fondamentali economici aziendali.

http://www.cedecpmi.it/focus/gestione-amministrativa-contabilita/

Nel 2013 i dati sulle aziende che hanno terminato l’attività sono preoccupanti con 111 mila chiusure aziendali, con un aumento di oltre il 7% circa rispetto al 2012.
Eppure proprio in questo periodo di crisi, il numero di aziende costituite è comunque di circa un terzo rispetto a quelle chiuse e cioè pari a circa 35 mila nuove aziende.
Anche per queste neonate aziende come periodicamente per quelle già in attività, si pone la scelta se affidarsi a uno Studio Tributario di Commercialisti o di Ragionieri professionisti per tutta la gestione amministrativo contabile, piuttosto che per una parte di essa o, infine, solo per le dichiarazioni annuali e il bilancio.

Il costo della gestione amministrativa esternalizzata dipende da fattori quali il numero di fatture annue e la loro complessità nel ciclo passivo e ciclo attivo, il numero di movimenti conseguenti relativi ai cicli finanziari di incasso e pagamenti e quello di altre registrazioni relative a cespiti, cassa, personale, collaboratori e così via.
Il valore medio della fattura e soprattutto il numero dei clienti, tipicamente inferiore nelle aziende BtoB e in particolare in quelle che lavorano maggiormente su commessa, influenzano perciò le scelte dal punto di vista economico poiché le tariffazioni degli Studi e dei service esternalizzati dipendono da questi fattori.
La scelta non dovrebbe però mai limitarsi al fattore economico dei costi del contabile comparati a quelli del service contabile esterno.

Per l’imprenditore delle PMI, nel caso di start-up o comunque in fase di ridisegno critico delle strategie, esternalizzare l’amministrazione o una parte di essa significa concentrarsi sul “core business della società” in fase di lancio della nuova o rinnovata iniziativa imprenditoriale.
La presenza costante di un professionista tributarista consente anche di disporre di un’occasione di confronto professionale continuo sulle tematiche fiscali e su tutta una serie di altri servizi che il Commercialista sviluppa per i suoi numerosi clienti.

Le PMI hanno bisogno però al contempo di poter costantemente monitorare la redditività di prodotto/servizio, controllandone i costi diretti, calcolando costantemente il punto di pareggio e gli scostamenti rispetto ai budget dei costi e delle vendite. Allo stesso modo deve essere disponibile in tempo reale il controllo e il monitoraggio dei cicli finanziari di pagamenti, incassi, fido cliente residuo, esposizione e disponibilità di liquidità. La pianificazione e il controllo sono funzioni che non possono essere né delegate né esternalizzate dall’imprenditore a chi non conosce la natura più profonda dei processi e dei relativi costi aziendali e delle informazioni critiche e rilevanti per la distinta base, per il direct costing e la marginalità effettiva.

I moderni strumenti di Information and Communication Tecnology, o ICT, consentono oggi per situazioni di “area grigia” di utilizzare da parte delle aziende i service esterni presso Studi Tributari – che è possibile anche “alimentare dall’esterno in remoto” utilizzando quindi una soluzione “mista” – costi dell’HW e delle licenze del gestionale sostenuti dal Commercialista – economicamente conveniente disponendo così al contempo della verifica fiscale e delle leve di controllo sulla corretta imputazione dei costi ai centri di costo, e, in tempo reale, dei dati contabili e del controllo di gestione e di pianificazione utili per fare impresa.

L’imprenditore, come il conducente di un’automobile, per guidare un’impresa necessita di disporre della costante consultazione dei dati sul quadro di guida, dati che egli stesso deve concorrere a definire nelle modalità di raccolta e che sono alla base delle sue decisioni.

Tasse sul gioco e crisi

http://www.corriere.it/lettere-al-corriere/14_settembre_09/Tasse-sul-gioco-e-crisi_24ab9712-37e1-11e4-876b-2f897d4bd66b.shtml

Il M5S vuole aumentare le tasse sul gioco d’azzardo per finanziare gli aumenti ai dipendenti pubblici. Questo provocherebbe la riduzione delle giocate e perciò degli introiti per lo Stato. Se c’è una lezione da imparare dalla crisi, è che se si vogliono più risorse occorre tagliare gli sprechi e non aumentare le tasse.

Austerity: l’Italia non ha tagliato proprio nulla

Austerity: l’Italia non ha tagliato proprio nulla

Caro Beppe, in “Austerity: la Merkel è falco o talpa?” ( http://bit.ly/1nROJLH ) si dice che le soluzioni proposte da Merkel e dai “falchi” del nord Europa si sono dimostrate fallimentari. I numeri dicono il contrario: i Paesi che dopo la crisi finanziaria del 2011 hanno tagliato la spesa pubblica, sia dentro l’Euro sia fuori, Spagna, Irlanda, Grecia e Polonia o Regno Unito, sono cresciuti. La cura funziona. L’Italia, al contrario, tra il 2011 e il 2013 non ha tagliato proprio nulla. Ha ulteriormente accresciuto la spesa pubblica come ha sempre fatto in un periodo di 10 anni in cui il PIL è tornato al punto di partenza e la spesa è cresciuta del 10%. E cosa succede in una famiglia in cui si guadagna sempre 100 ma si spende il 10% in più? Si fanno debiti, altri debiti. Lo Stato ha fatto di peggio: anche la pressione fiscale è stata usata per coprire l’aumento di spesa. Un suicidio: massimo storico di pressione fiscale nel momento della peggiore recessione dal 1929! Non è la spesa pubblica a creare PIL, semmai il contrario, cioè il taglio della spesa, quando si arriva con gli interessi al 50% del PIL siamo ormai oltre la soglia di spesa recessiva. Tutto questo ha impedito di arrestare l’aumento del debito pubblico. Traduco tutto quanto sopra? Monti e Letta hanno fatto l’opposto di quanto dicono i cosiddetti falchi, altro che liberismo selvaggio. Quel che vorremmo modestamente io e i tre gatti liberali in Italia e più notoriamente il professor Giavazzi, è vedere se effettivamente tornando al rapporto spesa pubblica/PIL del 2002 l’economia torna a crescere, anche perché in quel caso la BCE comprerebbe i titoli del debito italiano facendo le politiche monetarie espansive della FED, della Bank of England e della Banca del Giappone. Il debito pubblico è una pesante eredità tossica per le generazioni future, e si trasforma inevitabilmente in maggiori tasse permanenti. Chi lo combatte non è un falco: ma un angelo dei nostri figli.

Se il Paese con il maggiore patrimonio artistico, storico ed enogastronomico del mondo non attira turisti è veramente colpa dei meteorologi?

http://www.corriere.it/lettere-al-corriere/14_luglio_31/Meteorologi-e-turisti_518d1bbe-1876-11e4-a9c7-0cafd9bb784c.shtml

Dai tecnici che dovevano prevedere un terremoto siamo passati a una causa legale contro i meteorologi perché non prevedono esattamente il tempo. Per gli italiani l’importante è dare la colpa a qualcuno, invece di cercare di capire come mai il Paese (con il maggiore patrimonio artistico, storico ed enogastronomico del mondo!) si debba preoccupare di un’estate con un po’ di pioggia per attirare i turisti!

 

Non c’è tutta questa volontà di scegliere il candidato

http://italians.corriere.it/2014/07/03/non-ce-tutta-questa-volonta-di-scegliere-il-candidato/

Da qualche settimana cerco il dato della percentuale di coloro i quali, alle recenti elezioni europee, hanno espresso la famosa preferenza. Quella su cui si discute da mesi. Non lo trovo. Qualche Italian può aiutarmi? Perché i giornali non hanno pubblicato nulla in merito? Mi limito ai dati delle preferenze espresse sui singoli candidati, il più votato del PD è Simona Bonafé con 288 mila, e quello del PDL Fitto con 284 mila. Siamo molto lontani dai 30 milioni di voti espressi anche sommando tutti gli altri. Storicamente solo un elettore su cinque esprimeva le preferenze quando c’erano, e molto più al sud. Ho l’impressione che tutta questa volontà di scegliere il candidato non ci sia neanche oggi.